domenica 10 gennaio 2010

Italino in Italia racconta della Bormida




Italino Bertone spiega cosa si trova lungo il corso della Bormida.


Facendo la sua discesa passa per é ma pàs, una strettoia con tutte rocce a strapiombo ove guardando a destra si vede l'imboccatura delle gallerie ove si ricavava la grfite e dopo così Isolagrande che il Bormida le dava molto aiuto per i suoi terreni vicino e molto pianeggianti facendo un'agricoltura tra le più ricche del nostro comune di Murialdo.


Avanti sempre troviamo altra chiusa con canale che prima di S. Antonio serviva il murén da grafite che non ricordo bene ma penso che dall'inizio del 1900 macinava questa pietra estratta su per er mà pàs e la rendeva fine e messa entro sacchi veniva spedita in ValchisonePiemonte per la sua lavorazione. ricordo bene sulla nuova strada cioè u shtradùn che aperta nel 1905 nel tratto Millesimo - Caragna, essendo vicino a questa strada vidi il primo camion passare anche con pochi anni lo vedo sempre davanti e ricordo i più svegli di me mi dissero che questo camion era un BL e portava 30 quintali di grafite alla stazione di Cengio.

Quel famoso mulino tutto nero quando lavorava con un grande rumore che si sentiva anche a distanza di km con la gente che ci lavorava sempre nera ed anche un po' umida, lavori molto duri ch eperò per le nostre vallate hanno portato qualche guadagno ma con molto sacrificio ed ora questo locale e questa benedetta acqua serve per la Cartiera.

Aiuta e serve sempre e dopo il suo lavoro della Cartiera forse un po' stanca è arrabbiata perchè si è sporcata ma dopo pochi km riprende la sua trasparenza e ridendo e cantando fa il suo cammino cercando altri clienti da darci una mano!

Venendo così giù a valle dopo aver servito Grafite, dopo appena qualche km e riposata un po' ed ecco altro arresto sempre agli ordini di chi ne aveva bisogno trovandosi di nuovo il cammino sbarrato da un'altra chiusa quella che serviva la Ferriera ed Lisuretta che portiamo ancora tanti ricordi cioè i nostri anziani avranno ancora sentito battere appena giorno er mai cioè quel grande martello di 280 kg di peso che zio Centulèn lo comprò per ricordo ed è ancora qui al Ponte a farci compagnia e a testimoniare la verità dei nostri antichi e dei suoi lavor.

Con questa occasione e lo faccio volentieri parlando della nostra vallata e del Bormida mettere insieme racconti e ricordi che dai nostri avi hanno lasciato come simbolo dell sue necessità e intelligenza con pochissimi mezzi e aiuto sono riusciti a fare grandi cose cioè andare avanti verso questo progresso alla moderna dell'era 2000.

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