venerdì 9 dicembre 2011

venerdì 22 ottobre 2010


Lo scrittore Italino Bertone è presente con vari racconti nell'antologia "Estime destate il tempo".


giovedì 14 ottobre 2010

giovedì 18 febbraio 2010

Da Murialdo con buona memoria e voglia di fare
di Italino Bertone




Sempre parlando e scrivendo di quello che durante i miei diversi anni ho avuto da imparare, ricordo che vi era una chiusa sotto le case dell'Isoletta ove ancora esiste un po' di lago e si vede anche un pilastro alto circa 3 metri e largo 2 che facilmente serviva al passaggio della strada prima del 1900, quando tra Caragna e Millesimo questa vallata benedetta da Dio era servita da carri tirati dai buoi che, in quei famosi tempi dell'ottocento, per portare 3 quintali da Calizzano a Millesimo ci impiegavano tutto il giorno: 5 ore per andare e altrettante per tornare.
Perciò  con calma facciamo una riflessione: quei tempi quella gente sono riusciti a vivere e progredire nella vita senza tanti computer, tante bizzarrie, tanta premura di arrivare ad un domani che nessuno conosce, all'infuori di grandi egoismi, voglia di potere e comando, vivendo molto male.
Riprendendo il racconto, arrivando all'Isoletta il Bormida deve fare un'altro servizio con un po' di pazienza entra in un piccolo canaletto e magari brontolando per 500 metri arriva nell'invaso predisposto, cioè er butaz, in questo recipiente aumenta di volume e di altezza in modo che una volta aperto u serai l'acqua parte con una certa velocità e arriva ben incanalata suvra u ruòn e con molta fatica battendo sulle pale riesce a far girare la ruota anche velocemente che porta con il suo perno la sua forza all'interno della ferriera. Con quel moto rotatorio dato dalla cascata d'acqua sulla ruota, quel pesante martello si alza e scende lasciando il tempo al fabbro di mettere il ferro caldo preso dalla forgia, spostarlo e fare degli strumenti utili per il lavoro in campagna e nel bosco.
Su questo grande fabbricato, forse l'unico che si conosce un po' la sua storia e origini avendo gli anziani raccontato che prima di essere ferriera era un mulino dove si macinava ogni qualità di legumi. Di queste cose si può essere certi perchè il racconto sentito tante volte era che nell'anno 1878 la grande piena del Bormida portò via il mulino e d'autunno, con tante piogge, un murialdese arrivò verso notte al mulino con mezzo sacco di grano da macinare, ma il mugnaio già un po' bagnato gli dice - guarda, vieni domani a prendere la farina che è troppo tardi e sono al buio -
Ma nella notte ecco il finimondo, il fiume portò via il mulino e così quell'anno si chiuse l'era del mirèn da ferrera. La farina quell'uomo la spetta ancora adesso.

giovedì 28 gennaio 2010

Correva l'anno 1952

Campo sportivo "Pino Ferro" di Varazze
Campionato giovanile
Partita dell'11 maggio 1952
Varazze - Cairese: 0 a 5





Nella foto della Cairese, in alto da sinistra: Ugo Rebuffo, Giovanni Pesce, Angelo Bergero, Cesare Brin, Renzo Cresta, Franco Rizzo, Luciano Rizzo (dirigente),Sergio De Longhi, Giovanni Ghi (secondo portiere).
In basso, da sin.: Antonio Miglietti, Icilio Zucchero, Giuseppe Ferraro, Germano Francia, Mario Pirotto, Coche (accompagnatore).

domenica 10 gennaio 2010

Italino in Italia racconta della Bormida




Italino Bertone spiega cosa si trova lungo il corso della Bormida.


Facendo la sua discesa passa per é ma pàs, una strettoia con tutte rocce a strapiombo ove guardando a destra si vede l'imboccatura delle gallerie ove si ricavava la grfite e dopo così Isolagrande che il Bormida le dava molto aiuto per i suoi terreni vicino e molto pianeggianti facendo un'agricoltura tra le più ricche del nostro comune di Murialdo.


Avanti sempre troviamo altra chiusa con canale che prima di S. Antonio serviva il murén da grafite che non ricordo bene ma penso che dall'inizio del 1900 macinava questa pietra estratta su per er mà pàs e la rendeva fine e messa entro sacchi veniva spedita in ValchisonePiemonte per la sua lavorazione. ricordo bene sulla nuova strada cioè u shtradùn che aperta nel 1905 nel tratto Millesimo - Caragna, essendo vicino a questa strada vidi il primo camion passare anche con pochi anni lo vedo sempre davanti e ricordo i più svegli di me mi dissero che questo camion era un BL e portava 30 quintali di grafite alla stazione di Cengio.

Quel famoso mulino tutto nero quando lavorava con un grande rumore che si sentiva anche a distanza di km con la gente che ci lavorava sempre nera ed anche un po' umida, lavori molto duri ch eperò per le nostre vallate hanno portato qualche guadagno ma con molto sacrificio ed ora questo locale e questa benedetta acqua serve per la Cartiera.

Aiuta e serve sempre e dopo il suo lavoro della Cartiera forse un po' stanca è arrabbiata perchè si è sporcata ma dopo pochi km riprende la sua trasparenza e ridendo e cantando fa il suo cammino cercando altri clienti da darci una mano!

Venendo così giù a valle dopo aver servito Grafite, dopo appena qualche km e riposata un po' ed ecco altro arresto sempre agli ordini di chi ne aveva bisogno trovandosi di nuovo il cammino sbarrato da un'altra chiusa quella che serviva la Ferriera ed Lisuretta che portiamo ancora tanti ricordi cioè i nostri anziani avranno ancora sentito battere appena giorno er mai cioè quel grande martello di 280 kg di peso che zio Centulèn lo comprò per ricordo ed è ancora qui al Ponte a farci compagnia e a testimoniare la verità dei nostri antichi e dei suoi lavor.

Con questa occasione e lo faccio volentieri parlando della nostra vallata e del Bormida mettere insieme racconti e ricordi che dai nostri avi hanno lasciato come simbolo dell sue necessità e intelligenza con pochissimi mezzi e aiuto sono riusciti a fare grandi cose cioè andare avanti verso questo progresso alla moderna dell'era 2000.